“The Cape Reimagined” di Burberry

IMG_5362

Vi ho raccontato della serata presso lo store Burberry per la presentazione della nuova collezione lo scorso Febbraio, ma senza dettagliare che alla fine della sfilata la passerella era stata invasa da alcuni pezzi unici creati appositamente per lo show: bellissime cappe di alta sartoria realizzate completamente a mano.

“The Cape Reimagined” è il titolo perfetto che Burberry ha ideato per la mostra dedicata a quei pezzi unici allestita a Milano, nel flagship store della maison britannica in Via Montenapoleone, in occasione della MDW17 (dal 3 al 9 aprile) ma che ha toccato e toccherà diverse importanti città nel mondo tra cui Seoul, NY, Shangai e Dubai.

IMG_5361.JPGLa mostra è stata allestita al primo piano del negozio, in un ambiente semplice e minimale che fa risaltare la preziosità e l’unicità delle cappe esposte. Quasi tutte sono anche in vendita, fanno eccezione alcuni capi che per la particolarità del materiale con cui sono fatte (ce n’è una tutta di metallo!) non sono adatte ad essere indossate.

Le cappe sono realizzate in tessuto così come interamente in pelle o create dall’intreccio di fili di perle, alcune sono decorate con pietre dure ed addirittura con piume. Ogni capo è estremamente originale e, sebbene a primo impatto possa sembrare strana l’idea di indossarne qualcuno, vi assicuro che con un outfit appropriato…le indosseremmo tutte!

 

 

Burberry: see-now, buy-now

Adoro vivere a Milano e adoro l’aria frizzante che si respira durante gli eventi che periodicamente invadono questa città. E non importa se durante la Fashion Week le auto vengono deviate, le strade chiuse…se non si riesce mai a trovare un taxi e se le donne che vedo camminare per la città sono 40cm più alte di me (tacchi inclusi)….perchè Milano prende ancora più vita di quanta già non ne abbia normalmente e sembra che qui tutto possa succedere, ogni sogno possa avverarsi.

Non a caso proprio durante la settimana della moda milanese, qualche anno fa, conobbi il mio principe azzurro…e allora perché non continuare ad amare questo periodo dell’anno?

FullSizeRenderTra l’altro rispetto al mio arrivo a Milano quando ogni aperitivo, evento, party era un must…ora ho iniziato anche ad apprezzare il non-andare ad alcune serate perché…care mie stare dietro alla settimana della moda è un lavoro!!! Portarsi il cambio in ufficio, prepararsi, uscire, essere conviviale stando attenta al finger food pieno di burro, fare attenzione a non mettere lo stesso vestito se sai di incontrare anche solo una delle stesse persone della sera prima, insomma ci vuole allenamento!

Da quando ho sacrificato la quantità per la qualità c’è un evento a cui non posso mancare ed al quale anche   questo inverno ho avuto la fortuna di essere invitata: la sfilata in live streaming di Burberry: il flagship store della maison  ha organizzato una bellissima serata in cui abbiamo potuto assistere in diretta alla visione delle nuove creazioni di Christopher Bailey. I capi di questa collezione sono inspirati alle forme morbide delle sculture di Henry Moore ed  è incredibile come il designer sia riuscito a trasportare lo stile dello scultore su stoffa.

IMG_4560

Nella foto, una gonna della collezione Burberry dello scorso anno.

Tante le asimmetrie proposte da burberry assieme all’abbinamento di materiali apparentemente in contrasto, come abiti in cotone o pizzo da portare con maglioni monospalla in cachemire, e soprattuto una originale declinazione del loro trench coat con maniche esagerate e morbide ma con vertiginose scollature che rendono il loro capo tradizionale estremamente femminile e provocante.

La particolarità introdotta da Burberry già a partire dallo scorso anno è la possibilità di acquistare subito i capi della sfilata, così dopo lo spettacolo si sono aperti i sipari che nascondevano i nuovi modelli, abbiamo potuto ammirare immediatamente le creazioni di Bailey…e toccare con mano i bellissimi tessuti protagonisti dello show. La maison inglese è stata ospite impeccabile anche a cena, ed ho potuto scoprire i retroscena di un marchio che sto apprezzando sempre di più. Il brand è noto, i loro outfit anche, ma mi hanno stupita le persone che lavorano per Burberry: non esagero credetemi se dico che sembrano una grande famiglia, e forse  è proprio questa una delle carte vincenti dell’azienda. Un ringraziamento speciale a Karen, Carolina, Guido e Natasha.

 

9 mesi di pancia e…tacchi!

Chi dice che in gravidanza non si possano portare i tacchi? La mia esperienza è stata un po’ particolare ed avrò modo di raccontarvela dettagliatamente, oggi voglio solo rassicurare le tante stiletto-addicted terrorizzate come me all’idea di passare 9 mesi a -12 cm di altezza.

Eh si! perché io non sono alta 1,60…io sono alta 1,72 stop. il fatto che se mi tolgo le scarpe la mia altezza diminuisce non è un problema per me, considerato che anche le ciabattine da casa hanno il tacco 🙂 (non 12 però…sono onesta!)

In 9 mesi non ho mai rinunciato a portare i miei accessori preferiti, essere in stato interessante non vuol dire essere giustificate ad indossare tonache informi e ciabatte anzi! E’ importante restare se stesse, intendiamoci: se portate sempre tonache e ciabatte sono scelte, ma non è bello vedere persone che per 9 mesi si trasformano in qualcosa che i loro uomini non riconoscono più.

All’inizio della gravidanza ero disperata, cercavo disperatamente online suggerimenti su cosa comprare, in quali negozi di abbigliamento trovare capi premaman che non fossero antichi  e poiché trovavo utilissime le fotografie che il web mi offriva e da qui prendevo spunto….ecco una carrellata di cosa sono riuscita ad indossare in 9 mesi di attesa.

Sopratutto ricordate una cosa: il pancione è bello e si può portare con eleganza!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Sempreverde Black&white

IMG_7483.JPG

Bikini by Twin-Set 

Passare del tempo in spiaggia a sfogliare riviste di moda…e ritrovarsi a fare le pose come la modella che ci ha copiato il costume 🙂

Bellissimo e morbidissimo il bikini di Twin-Set della foto, peccato solo che, per una come me che si copre totalmente di protezione 50+, evitare le parti nere del costume è arduo e mi ritrovo sempre delle righe bianche di crema tra i pois!

“Sniff and Chic”: l’aromaterapia applicata ai jeans

7dd1e95d-cf42-4d28-b683-4711d4788d6bC’era una volta un paio di jeans con 5 tasche, con le cuciture a vista la cui unica variante poteva essere la forma della gamba. Ed eccoci oggi ad avere, invece, una vasta gamma di jeans tra cui scegliere a seconda dello stile e del modello che si adatta di più a noi: jeans “finti-usurati”, elasticizzati, decorati con trame di stoffa, pizzo, borchie, corti, con cavallo basso, alto…ed il nuovissimo jeans antistress!

L’idea e’ tutta italiana, l’azienda abruzzese Don The Fuller ha reinventato l’aromaterapia applicandola ai tessuti: grazie ad una innovativa tecnica “Sniff and Chic” i tessuti vengono intrisi di essenze profumate e trattati in modo da mantere il profumo per almeno 6 mesi, rinnovandosi ad ogni lavaggio. Nasce così il nuovo jeans antistress all’aroma di mirra, sostanza dalle note proprietà riequilibranti che puntano ad infondere forza ed ottimisma a chi li indossa.

Il jeans “Sniff and Chic” e’ solo una delle novità che Don The Fuller sta introducendo nella produzione dell’indumento più diffuso al mondo: in occasione della “Premier Vision” svoltasi da

Gianluca Ginoble (Il Volo) in un negozio Don The Fuller

Gianluca Ginoble (Il Volo) in un negozio Don The Fuller

poco a Parigi, il brand italiano ha presentato una nuova tecnica di lavaggio dei tessuti ai vini nobili di Toscana, seguendo le orme di un altro nome del Made in Italy come Moreschi che lo scorso anno presento’ a Pitti Immagine Uomo delle bellissime scarpe prodotte con pellame tinto con le vinacce.

Leggendo la notizia del tessuto profumato la mia mente e’ di colpo tornata indietro nel tempo…e di molto! Sono i primi anni ’90, come ogni giorno sono incollata davanti alla tv per l’imperdibile puntata di “Beautiful” in cui Brooke Logan tra le provette di un laboratorio esclama soddisfatta di aver brevettato il tessuto che non si stropiccia mai. Avevo poco più di 10 anni e, abituata a vedere mia madre con il ferro da stiro sempre acceso, quella mi sembrava la scoperta più sensazionale del mondo! Oggi, fatta eccezione per seta pura e lino, la maggior parte degli indumenti non ha bisogno di essere stirata…e probabilmente tra qualche anno sara’ normale acquistare abiti profumati. Se la mattina oltre a dover abbinare i colori dovremo anche abbinare i profumi…il ritardo in ufficio sara’ assicurato!

“Louis Vuitton Objets Nomades”: innovazione ed eleganza in mostra a Milano

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Image 3Dopo una giornata trascorsa in ufficio  avevo bisogno di fare qualcosa che ravvivasse questo afoso pomeriggio milanese, la Design Week offre tantissimi eventi in città e tra tutti non potevo non scegliere “Louis Vuitton Objets Nomades”: una mostra di accessori da viaggio e complementi d’arredo firmata dalla maison francese.

Il percorso e’ stato allestito all’interno dell’elegantissimo Palazzo Bocconi, dove gli specchi d’epoca e  ricche decorazioni ottocentesche alle pareti hanno fatto da cornice alla sobrietà ed alla linearità degli oggetti esposti.

La collezione Objets Nomades nasce pensando all’uomo che viaggia e che si adatta alla natura circostante, senza rinunciare alla comodità ma soprattutto senza rinunciare mai allo stile!

E così quella che a prima vista sembra una valigia può diventare una sedia da spiaggia o uno sgabello dove sedersi in mezzo alla natura, oggetti raffinati ed  allo stesso tempo perfettamente integrati nel paesaggio che un viaggiatore incontra.

Alcuni oggetti – pensiamo all’amaca – sono meno usuali di altri come ad esempio le lampade, ma tutti i pezzi oggetto della mostra hanno una personalità: sono oggetti belli, pieni di vita, eleganti in qualsiasi ambiente e soprattutto alcuni sono veramente geniali! La valigia che diventa una sedia da spiaggia…e’ bellissima!

Passando da un ambiente all’altro della mostra mi sono innamorata di molti degli oggetti esposti, primi tra tutti la “Concertina Chair” disegnata da Raw Edges ed il meraviglioso “Chandelier” opera di Edward Barber e Jay Osgerby, costituito da tante lampade “Bell Lamp” ognuna rigorosamente firmata LV ma con un unico inconveniente: trovare un salone abbastanza grande per accoglierlo!

 

Triumph lancia Find the One: alla ricerca del nostro “Lui”

image

Eccolo! E’ lui! Lo abbiamo sognato, cercato, abbiamo fantasticato immaginando che ci stringesse forte facendoci sentire protette, coccolate e sexy.

Ma siamo sicure che  il nostro “Lui” ideale sia un uomo??!?! E se la fiaba avesse come protagonista non un principe…ma un reggiseno?!

Triumph lancia l’originale campagna “Find the One” attraverso un corto animato dove la protagonista, la modella Hannah Ferguson in versione cartoon, incurante del simpatico ranocchio Fred con la corona da Re che le gira attorno, entra in una boutique di lingerie alla ricerca del reggiseno perfetto che trova grazie all’aiuto dell’immancabile  Fata Madrina.

In particolare il reggiseno che appare nel film è il Magic Wire, vincitore del premio Red Dot: Best of the Best per la particolarità dell’aver sostituito il classico – e spesso scomodo – ferretto con una parte in silicone, sicuramente più confortevole.

Il cartone animato è vivace, simpatico ed accompagnato da una colonna sonora creata  ad hoc dall’americano Robert Brown, compositore di musical  le voci delle tre protagoniste sono quelle di tre celebri cantanti di Broadway e le musiche sono eseguite addirittura dall’Orchestra della Filarmonica di Praga! 

Un vero film animato curato in ogni dettaglio che, oltre a veicolare il messaggio pubblicitario del brand, accompagnerà il concorso “Animate Me” rivolto a tutte le clienti Triumph del mondo: per partecipare è sufficiente rispondere ad una domanda sul vostro “Lui” sulla pagina Facebook del Brand, su Twitter utilizzando l’hashtag #animateme o attraverso l’hub di Find the One, dal 22 aprile al 13 maggio 2015. In palio, ahimè, nessun reggiseno ma una vostra versione animata nello stile del cartoon Find the One. Meglio di nulla!